Fatturazione elettronica per le officine: cosa serve sapere
Pubblicato il 24 ottobre 2026
Un riepilogo pratico delle regole principali, aggiornato a settembre 2026 su fonti pubbliche dell’Agenzia delle Entrate. Non è un parere fiscale: conferma i casi particolari con il tuo commercialista.
Chi deve emettere fattura elettronica
L’obbligo di fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) riguarda i titolari di partita IVA, compresi i forfettari. Verso i clienti privati la fattura è obbligatoria con il loro codice fiscale e il codice destinatario 0000000.
Formato e invio
Il formato è un file XML (FatturaPA). Può essere inviato allo SdI tramite PEC, servizi web, oppure caricato a mano sul portale gratuito “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate, o ancora tramite un intermediario. La fattura risulta emessa quando lo SdI la accetta.
Tempi
La fattura immediata va emessa entro 12 giorni dall’operazione. La fattura differita può essere emessa entro il 15 del mese successivo.
Se la fattura viene scartata
Dopo uno scarto puoi reinviarla con lo stesso numero e la stessa data entro 5 giorni; oltre quel termine serve un nuovo numero. Per correggere una fattura già emessa si usa una nota di credito.
Bollo e consegna al cliente privato
Sulle fatture con importi senza IVA oltre 77,47 euro è dovuta l’imposta di bollo da 2 euro. Al cliente privato va consegnata una copia della fattura, indicando che l’originale è disponibile nella sua area riservata dell’Agenzia delle Entrate.
Conservazione e scontrini
Le fatture elettroniche vanno conservate a norma per 10 anni; l’Agenzia offre un servizio gratuito su adesione. Se il cliente non chiede fattura restano i corrispettivi telematici, un obbligo distinto.
Dove può aiutare un gestionale
Un gestionale come PlanCar parte dal lavoro chiuso: ore dei tecnici e ricambi passano in fattura senza riscriverli, e il file XML è pronto. Oggi il file si scarica e si carica sul portale dell’Agenzia; l’invio automatico dall’app non c’è ancora.
